Nutrimentum, per raccontare in modo efficace la cultura d’impresa e la corporate heritage

0
667

Nel mondo odierno una delle principali sfide che le imprese devono affrontare è la necessità di aprirsi al mondo esterno, di rendersi trasparenti. Non è più tempo di muri di cemento e cancelli che celino agli sguardi “altri” la propria realtà, ormai i consumatori non si accontentano di buona qualità a un prezzo corretto, vogliono capire non solo i valori sottesi alla produzione da parte di un’azienda – primo fra tutti sapere se vengono rispettati criteri di sostenibilità ambientale e sociale –, ma anche la sua visione del mondo.

In questo quadro il racconto della propria cultura d’impresa, che è poi il ritratto della propria identità, diventa prioritario, ma proprio qui sta il punto. Bisogna trovare la giusta modalità di comunicazione perché il rischio è quello di farlo percepire come una pubblicità o un espediente di marketing con il rischio di ottenere l’effetto opposto: generare diffidenza. Analoghi problemi si incontrano quando un’impresa ha una lunga storia alle spalle, cioè può vantare una corporate heritage. Si tratta di un asset competitivo di grande importanza perché aumenta la credibilità del brand: se sei sul mercato da tanto tempo significa che vali e questo può fare la differenza in un agone che giorno dopo giorno si fa sempre più difficile. Proprio per questo motivo l’heritage va sottolineata e divulgata, con un linguaggio attuale che sappia sottolineare l’autorevolezza di un passato evitando tronfi, e un po’ sospetti, toni celebrativi. L’azienda, in poche parole, deve saper investire nel proprio patrimonio, quello che ha creato e quello che possiede, trasformando l’informazione in emozione da condividere.

Per rispondere a queste nuove esigenze Studio Chiesa ha fondato Nutrimentum, un polo dedicato alla cultura d’impresa e alla corporate heritage con l’obiettivo di trovare ogni volta lo strumento giusto per comunicarle. Con una cifra distintiva: l’attenzione per la cultura e l’arte, soprattutto quella contemporanea. Siamo infatti convinti che proprio l’arte sia il linguaggio privilegiato per un racconto riconoscibile come veritiero dalla collettività, una nuova visione della comunicazione che si estrinseca in progetti realmente rappresentativi di una realtà aziendale e dei suoi valori.

Gli interventi possono essere i più vari, dalla costituzione di un museo d’impresa all’incursione artistica all’interno di un’azienda con una mostra permanente o temporanea a un’iniziativa editoriale, l’importante è che di base ci sia sempre un’interazione con l’artista, la figura che meglio sa cogliere l’essenza della realtà penetrando oltre l’immagine esterna sempre manipolabile.

E non si pensi a progetti solo “fisici”, al contrario Nutrimentum si rivolge spesso al digitale come modalità alternativa di fruizione di contenuti legati alla cultura d’impresa, modalità che tra l’altro restituisce un’immagine di apertura all’innovazione da parte dell’azienda senza compromettere la comprensibilità dei suoi valori identitari. Si può così arrivare a realizzare addirittura un museo d’impresa solo virtuale, già anticamera di quel metaverso che in futuro intercetterà sempre di più le nostre esistenze. Senza poi dimenticare il phygital, cioè l’integrazione tra mezzo fisico e mezzo digitale, che rappresenta un ulteriore passo avanti nella user experience: proporre cioè un’esperienza in cui coesistono visita in presenza e visita online che non solo si possono vicariare, ma si integrano e si rafforzano vicendevolmente.

Ognuna di queste opzioni, a prescindere dalla scelta, qualifica l’impresa anche come polo di ricerca e dibattito culturale con un impatto sul territorio più ampio e importante e una benefica ricaduta a cascata in termini di reputation.

Per conoscere la realtà di Nutrimentum, visita il sito www.studiochiesa.it/nutrimentum